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La Storia dei Mondiali di Calcio: Sedisesima edizione, Francia 1998

La 16^ edizione della coppa del mondo si gioca in Francia nel 1998 che è così la terza nazione dopo Messico e Italia a poterla ospitare una 2^ volta a 60 anni esatti dalla precedente, che fu nel 1938. E’ l’ultimo mondiale del XX° secolo ma è il primo in cui si registra un’altra novità; l’allargamento delle squadre finaliste da 24 a 32.

L’ampliamento era quasi obbligato perché con 24 la formula risultava anomala; prevedeva o dei gironi formati con criteri discutibili (come a Spagna ‘82) o con il ripescaggio delle terze (come nelle 3 coppe successive); con 32 tutto scorre liscio; i gironi sono 8 composti di 4 squadre ciascuno; passano alla fase seguente le prime 2 e poi tutto è come prima con l’eliminazione diretta e la disputa di ottavi, quarti, semifinali e finali. La coppa diventa sempre più un barnum gigantesco dove i veri valori tecnici non vengono molto salvaguardati; le europee sono solo 15, meno della metà; le sudamericane sono 5, mentre aumentano le africane (5), le asiatiche (4) e le centronordamericane (3); se si privilegiano i paesi meno evoluti, anche se hanno fatto molti progressi negli ultimi anni, 32 squadre che possano reggere un tabellone mondiale sembrano troppe. Le europee non possono essere più di 2 per girone. La prima fase serve solo per fare una scrematura; solo dagli ottavi si comincia a fare sul serio. Viene introdotta una novità, già vista agli Europei del ’96; se una partita ad eliminazione diretta si protrae ai supplementari al momento in cui si segna la prima rete si arresta con la vittoria di chi ha realizzato; è il cosiddetto golden-gol. Le sorprese di eliminazioni clamorose nei turni preliminari sono sempre più rare, ma anche stavolta non mancano; come quella della Svezia, 3^ classificata nel mondiale precedente. Non si può ormai considerare tale quella dell’ Uruguay che ormai da tempo è in grande crisi e non riesce a rinverdire gli allori del passato. Le favorite sono Brasile (che si presenta con il nuovo “fenomeno” Ronaldo), Italia, Argentina, Inghilterra, Germania dette in ordine sparso, ma ci si deve aggiungere la Francia perchè gioca in casa.

Tre gironi appaiono subito sproporzionati vista la netta superiorità di due compagini sulle altre due; in effetti il pronostico è rispettato e la suspense è inesistente; nel gruppo 3° i galletti padroni di casa, tornati nella fase finale dopo un’assenza di 12 anni, fanno punteggio pieno vincendo con Sudafrica 3-0, Arabia Saudita 4-0 e Danimarca 2-1; questi ultimi che erano a 4 punti in forza dell’1-0 agli arabi e l’1-1 con i sudafricani si qualificano lo stesso come 2i anche perché i gialloverdi, matricole della coppa, si fanno bloccare sul 2-2 dai sauditi. Nel gruppo 8° anche l’Argentina, vogliosa di rifarsi dopo la delusione di Usa ’94, fa l’en plein contro Giappone 1-0, Giamaica 5-0, Croazia 1-0; gli europei, all’esordio dopo la scissione dalla Jugoslavia, non avevano avuto problemi nel battere giamaicani 3-1 e giapponesi 1-0 e conquistare i 6 punti che gli permettono una netta qualificazione al 2° posto. Nel gruppo 6° Germania e Jugoslavia si dividono la posta tra loro nel confronto diretto (2-2) e battono Stati Uniti (2-0 i tedeschi, 1-0 i croati) e Iran (sempre 2-0 i primi e 1-0 i secondi); concludono con 7 punti e per la migliore differenza reti sono i teutonici ad entrare agli ottavi come 1i. Nel gruppo 2° l’Italia ha un esordio difficile come spesso gli accade; 2-2 con il Cile (il pareggio arriva a 5’ dalla fine su rigore), ma poi batte 3-0 Camerun e 2-1 Austria vincendo il girone con 7 punti con netto divario sulle altre; alle sue spalle ai cileni bastano 3 pareggi (oltre a quello con gli azzurri, 1-1 con austriaci e camerunesi) e quindi 3 punti per ottenere una storica qualificazione (per la prima volta fuori dai patri confini) ai danni degli africani e dei bianchi, che pareggiano 1-1 il confronto tra loro, e finiscono con 2 punti. Nel gruppo 1° il Brasile si mette già al sicuro nelle prime 2 partite superando la Scozia 2-1 e il Marocco 3-0; con 6 punti è già matematicamente qualificato e primo; cosicché nell’ultimo match gioca rilassato e perde in rimonta nel finale con la Norvegia 1-2 favorendo così il passaggio del turno di questi ultimi che dopo 2 pareggi (2-2 con i marocchini e 1-1 con gli scozzesi) con 5 punti sono 2i; resta così inutile la grande vittoria degli africani sui britannici 3-0 che possono arrivare solo a quota 4 e sono estromessi. La stessa situazione accade nel gruppo 4°; la Nigeria, molto ambiziosa dopo aver vinto la medaglia d’oro alle olimpiadi di Atlanta, batte 3-2 la Spagna (grande risultato!) e 1-0 la Bulgaria per cui con 6 punti è già ammessa al turno successivo; perde l’ultima gara del girone col Paraguay 1-3 e sono così i biancorossi, dopo aver pareggiato a reti bianche con bulgari e spagnoli, con 5 punti ad entrare agli ottavi come 2i; agli iberici non serve a nulla la goleada contro Stoichkov & c. 6-1 con punteggio tennistico; sono eliminati al primo turno e incamerano un’altra amara delusione, ancora maggiore delle precedenti perché esce dalla competizione subito. L’Inghilterra nel gruppo 7°, come sempre, all’inizio promette sfracelli e poi trova come al solito qualche inciampo; stavolta è la sconfitta con la Romania 1-2 che vanifica i due bei successi per 2-0 contro Tunisia e Colombia; con 6 punti supera il primo turno ma come 2^ perché gli esteuropei, che per il resto vincono 1-0 con i colombiani e pareggiano 1-1 con i tunisini, con 7 punti sono 1i e vincono il girone. Nel gruppo 5° l’Olanda inizia pareggiando 0-0 col Belgio, poi si sfoga con la Corea del Sud 5-0, ma si fa imporre il 2-2 dal Messico, che in precedenza fa 3-1 ai coreani e 2-2 con i belgi e si dimostra di nuovo discreto come 4 anni prima; perlomeno in grado di superare il primo turno; entrambe fanno 5 punti e superano il turno (i tulipani come primi per migliore differenza-reti); la dabbenaggine è tutta dei fiamminghi che pareggiando 1-1 con gli asiatici fanno solo 3 punti e sono eliminati.

Agli ottavi di finale il clou è Argentina-Inghilterra e non tradisce le attese; gara incandescente e bellissima; finisce 2-2 dopo 120’ e si decide ai calci di rigore; la spuntano i sudamericani 4-3 (errori di Crespo, Ince e Batty). Crolla invece la Nigeria, le cui pretese si dimostrano eccessive; perde pesantemente 4-1 con la Danimarca; lo stesso punteggio con cui il Brasile surclassa il Cile. Con il minimo scarto ma con pieno merito vincono Italia (1-0 alla Norvegia), Croazia (1-0 alla Romania), Olanda (2-1 alla Jugoslavia). Molto stentate le affermazioni della Francia (supera il Paraguay ai supplementari 1-0 con il primo golden-gol della storia: autore Blanc) e della Germania (2-1 sul Messico in rimonta nell’ultimo quarto d’ora).

Nei quarti di finale contro un’Italia superdifensiva, i transalpini dimostrano ancora una volta molta difficoltà ad andare in gol; dopo 120’ poco attraenti è ancora 0-0 e si decide con i tiri dagli 11 metri chi va in semifinale; la spuntano i padroni di casa 4-3 (sbagliano Lizarazu, Albertini e Di Biagio) e per l’Italia è il 3° mondiale consecutivo che esce ai rigori; una vera maledizione. Il Brasile suda le proverbiali sette camicie ma alla fine doma la Danimarca 3-2 e onora il pronostico; un po’ di sorpresa invece a Lione dove una Croazia sempre più pimpante vince in maniera sontuosa 3-0 con la Germania e passa in semifinale; i tedeschi escono ancora una volta ai quarti come 4 anni prima. L’Olanda è ormai cosciente della sua forza e al termine di una bella partita supera l’Argentina del bomber Batistuta 2-1 eliminandola.

Le semifinali sono molto equilibrate, serrate e si risolvono sul filo del rasoio; l’Olanda prova a superare anche il Brasile dopo l’Argentina ma non ci riesce; la lunga sfida si conclude 1-1 dopo 120’ di gioco e si decide ai calci di rigore; la spuntano i campioni in carica 4-2 che vanno così in finale per la 2^ volta consecutiva, 6^ in totale. Gli organizzatori contro la Croazia passano per primi in svantaggio con Suker, che al termine con 6 reti sarà capocannoniere di questa edizione dei mondiali, ma riescono a ribaltare il risultato con una doppietta insolita di un giocatore imprevedibile; il difensore Thuram. Con il risultato di 2-1 gli uomini di Aimè Jacquet  accedono così alla finale per il titolo per la 1^ volta.

La vigilia della finale tra Francia e Brasile vive sul giallo Ronaldo che si sente male la sera precedente la gara per attacchi epilettici; sembra dover dare forfait ma poi scende regolarmente in campo anche se in condizioni fisiche molto precarie. La partita vede nel primo tempo una netta prevalenza dei padroni di casa che hanno molte occasioni per segnare contro nessuna o quasi dei sudamericani; giusto quindi il 2-0 con cui si chiudono i primi 45’ grazie a due reti segnate dal fuoriclasse della squadra Zidane, entrambe di testa su azioni di calcio d’angolo al 27’ e al 45’. Nel secondo tempo i brasiliani tentano una reazione ma oltre a un paio di opportunità per Ronaldo e Bebeto non si registra altro; i transalpini nonostante siano in 10 dal 68’ per l’espulsione di Desailly non corrono rischi e alla fine all’89’ addirittura segnano una terza rete con Petit. Finisce con il trionfo finale dei galletti che vincendo 3-0 conquistano per la prima volta la coppa del mondo. La Francia è la 7^ nazionale a fregiarsi di questo titolo; era dal 1978 (vinse l’Argentina) che non c’era una new entry nel ristretto club di coloro che hanno vinto un mondiale. Un evento questo che sembrava pazzesco pensarlo fino a 20 anni prima, visto che il calcio francese aveva sempre vissuto fino ad allora in un’aurea mediocrità.

Formazione vincente: Barthez, Thuram, Lizarazu, Karembeu, Desailly, Leboeuf, Djorkaeff, Deschamps, Guivarc’h, Zidane, Petit.

Altri giocatori: Blanc, Candela, Pires, Boghossian, Diomede, Henry, Trezeguet, Vieira, Dugarry.

Categorie:Calcio
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