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La Storia dei Mondiali di Calcio: Quindicesima edizione, Usa 1994

La coppa del mondo 1994 si gioca negli Stati Uniti ed è la prima che si disputa dopo alcuni importanti avvenimenti politici che cambiano molto la geografia dell’Europa. A novembre del 1990 la Germania torna ad essere unita dopo 45 anni di divisione tra ovest e est che aveva contraddistinto la sua storia dal dopoguerra in poi; la nazionale campione del mondo negli States torna a giocare senza la dicitura ovest dopo 56 anni (dal 1938).

Con la fine del 1991 l’Urss non esiste più scomponendosi in tanti stati (10 per la precisione); il suo posto nelle eliminatorie mondiali è preso dalla Russia che si qualifica, mentre l’iscrizione di tutte le altre non viene presa in considerazione. Nello stesso periodo inizia una sanguinosa guerra in Jugoslavia che porta all’indipendenza di Croazia, Slovenia, Bosnia e Macedonia; la federazione ex jugoslava è squalificata in seguito all’embargo deciso dall’ONU nei suoi confronti mentre le nuove nazioni costituitesi non fanno in tempo ad iscriversi alla coppa. Infine con l’inizio del 1993 la Cecoslovacchia si divide in due: Repubblica Ceka e Slovacchia; la ex nazione gioca ancora unita fino alla fine dell’anno ma fallisce la qualificazione alla fase finale. Oltre a queste defezioni forzate ci sono poi quelle tecniche per cui sono clamorosamente eliminate nazionali come Inghilterra, Francia, Uruguay e Danimarca che nel 1992 a sorpresa ha vinto il campionato d’Europa. Le favorite vengono indicate nelle 4 blasonate Germania, Argentina, Brasile e Italia; in più come outsider si considera la Colombia. La formula rimane la stessa ma c’è una novità; nelle partite valide per un girone la vittoria vale 3 punti anziché 2 come era sempre stato fino ad ora.

I gruppi di Germania e Brasile sono quelli più chiari e netti e anche quelli in cui si qualificano solo le prime 2 perché le terze sono le peggiori; nel 3° i tedeschi conquistano 7 punti vincendo 1-0 con Bolivia, 3-2 con Corea Sud e impattando con la Spagna 1-1; senza problemi vincono il girone davanti agli iberici che dopo 2 pari (con i coreani 2-2 e con i teutonici) colgono la vittoria con la Bolivia 3-1 arrivando a quota 5; gli uomini con gli occhi a mandorla pur facendo progressi, collezionando 2 pareggi (con gli spagnoli e 0-0 con i boliviani) e finendo davanti ai sudamericani, con 2 punti sono eliminati. Nel 2° Brasile in souplesse; 2-0 all’esordiente Russia, 3-0 al Camerun e pari 1-1 con la Svezia; anche in questo caso i secondi, gli scandinavi, fanno 5 punti; 2-2 con i Leoni Indomabili, 3-1 con i russi e pari con i sudamericani. Rimangono Russia e Camerun per la terza piazza che nel confronto diretto concludono con un tennistico 6-1 (Salenko è da record perché realizza una cinquina); gli europei fanno 3 punti ma sono insufficienti per proseguire nel torneo. Nel gruppo 1° la Romania nonostante un brutto tonfo con la Svizzera (1-4) vince chiaramente il girone con 6 punti in forza di due franche vittorie (3-1 alla Colombia e 1-0 agli Stati Uniti); dietro di lei elvetici e padroni di casa lottano per il 2° posto e collezionano 4 punti (pareggio per 1-1 tra loro); gli svizzeri che chiudono perdendo 0-2 con i colombiani sono davanti agli uomini a stelle e strisce (che colgono una bella vittoria sui sudamericani 2-1) per migliore differenza-reti (+1 contro 0), i quali sono qualificati con il ripescaggio e comunque soddisfatti per aver superato il primo turno. Grande delusione per i colombiani (3 punti all’attivo) che avevano ambizioni e invece escono subito. Nel gruppo 4° l’Argentina inizia ottimamente vincendo 4-0 con la Grecia e 2-1 con la Nigeria e con 6 punti è in testa da sola davanti agli africani (matricole, ma ambiziosi che hanno esordito con uno schioccante 3-0 ai bulgari) e agli esteuropei (che si riscattano facendo poker anche loro contro i greci); poi però Maradona viene trovato positivo al controllo antidoping e squalificato dal mondiale. Senza di lui i sudamericani vanno sotto choc e perdono la 3^ partita contro la Bulgaria 0-2 venendo raggiunti dai biancoverderossi e dai nigeriani (2-0 alla Grecia); grazie alla differenza-reti e all’esito degli scontri diretti la Nigeria è 1^, la Bulgaria 2^ e i biancocelesti scivolano al 3° posto qualificandosi solo con il ripescaggio. Lo stesso avviene nel gruppo 6°; il Belgio vince le prime 2 partite (1-0 al Marocco e all’Olanda), ma perde la 3^ clamorosamente contro la “new entry” Arabia Saudita 0-1 e da capolista solitaria che era scivola al 3° posto passando agli ottavi con il ripescaggio; davanti a lei finiscono olandesi (2-1 ai sauditi e ai marocchini) e i sorprendenti arabi (che battono oltre ai fiamminghi anche i nordafricani 2-1); tutte e tre sono a 6 punti; i tulipani risultano primi per aver vinto il confronto diretto con gli asiatici. Ancora più incerto e pazzesco è il gruppo 5°, quello dell’Italia; che esordisce con un’inattesa sconfitta con l’Eire 0-1 mentre la Norvegia supera il Messico con lo stesso punteggio. Nella tornata successiva però l’Italia batte gli scandinavi 1-0, i messicani hanno la meglio sugli irlandesi 2-1 e quindi tutte e 4 le componenti del girone sono alla pari; la stessa situazione rimane anche nell’ultima giornata con due pareggi; 1-1 tra Italia e Messico, 0-0 tra Irlanda e Norvegia per cui al termine si registra una situazione mai vista in un girone mondiale; tutte e 4 le squadre finiscono a pari punti a quota 4. Il Messico è 1° per aver segnato più di tutti, la Norvegia ultima per lo stesso motivo (1 solo gol all’attivo); irlandesi e italiani sono pari in tutto ma il confronto diretto è a favore dei verdi che passano come 2i; gli azzurri 3i solo con il ripescaggio, 16i su 16 (non hanno certo entusiasmato fino ad ora). 

Agli ottavi di finale il confronto più bello e incerto è tra Romania e Argentina; i rioplatensi, pur vantando altri assi, confermano di essere ancora sotto choc per l’assenza forzata di Dieguito, vengono battuti 2-3 ed eliminati dalla compagine capitanata da Hagi mai così forte come in questo caso in coppa del mondo. Per il resto ci sono successi netti come quello della Spagna sulla Svizzera (3-0), della Svezia sull’Arabia Saudita (3-1), dell’Olanda sull’Eire (2-0); anche quelli del Brasile sugli Usa padroni di casa (1-0) e della Germania sul Belgio (3-2) lo sono anche se lo scarto è minimo. La Bulgaria ha la meglio sul Messico con i calci di rigore (3-1) dopo che i 120’ si sono conclusi 1-1. Rimane l’Italia di Sacchi che, secondo lo stile di questi mondiali, sta sempre sul filo del rasoio; contro la Nigeria rischia di uscire anzitempo poiché è in svantaggio fino a 2’ dalla fine; poi in inferiorità numerica il suo fuoriclasse Roberto Baggio pareggia all’88’ e nei supplementari su rigore al 102’ realizza la rete del successo e del superamento del turno, ma che spavento!

Ai quarti di finale si vedono sfide belle e appassionanti; contro la Spagna gli azzurri risolvono la partita all’88’ ancora con Roby Baggio che segna il definitivo 2-1. Tra Brasile e Olanda secondo tempo scoppiettante; i tulipani, dopo essere andati sotto di 2 reti, recuperano; a 14’ dalla fine si portano sul 2-2, ma vengono gelati 5’ dopo da una magnifica rete su punizione di Branco che è decisiva per il superamento del turno da parte dei sudamericani. La Germania contro la Bulgaria passa per prima in vantaggio e sfiora più volte il raddoppio; per i tedeschi sembra fatta ma la compagine del fuoriclasse Stoichkov ha un clamoroso ribaltamento nel giro di 3’ e vince 2-1 eliminando i campioni in carica. Svezia-Romania è noiosa per 79’ ma emozionante da quel momento in poi; finisce 1-1 al 90’,. 2-2 dopo i supplementari e si decide ai calci di rigore; il 35enne Ravelli è più bravo del 26enne Prunea; vincono gli scandinavi 5-4 e passano il turno. Le semifinali vedono così in lizza due squadre blasonate, Brasile e Italia, e due outsider, Svezia e Bulgaria; i pronostici propendono per le prima due e nella realtà non vengono smentiti. L’Italia grazie ad un ottimo primo tempo regola i bulgari 2-1 e va in finale per la 5^ volta nella sua storia; il Brasile domina per tutta la gara, anche se deve aspettare l’80’ grazie ad un gol di testa del suo asso Romario, per vincere la resistenza degli svedesi e raggiungere la partita conclusiva per la 5^ volta (considerando anche il 1950 quando giocò la partita più importante contro l’Uruguay).

La finale a Pasadena, località a pochi chilometri da Los Angeles, è così Brasile-Italia; la stessa di Messico ’70. E’ una partita solo di poco migliore a quella di 4 anni prima tra tedeschi e argentini, ma comunque non molto attraente; dopo aver visto nel 1990 la prima finale finita 1-0 ora addirittura una in cui non si segna nessuna rete in 120’. La maggior preponderanza è degli 11 di Carlos Alberto Parreira che sono più pericolosi (un tiro di Mauro Silva sfuggito a Pagliuca finisce sul palo), ma anche gli azzurri hanno le loro chance e maledicono il fatto che Roby Baggio non è nelle migliori condizioni fisiche e in due occasioni tira in maniera non molto efficace. La serie dagli 11 metri la inizia Franco Baresi tirando alto; poi Marcio Santos si fa respingere il tiro dal portiere italiano; quindi segnano di seguito Albertini, Romario, Evani e Branco per cui dopo 3 esecuzioni è ancora parità: 2-2. Al 4° tiro sbaglia Massaro, segna invece Dunga e i brasiliani passano in vantaggio; all’ultimo penalty sbaglia anche il “divin codino” tirando alto e in quel momento finisce il mondiale. Con il punteggio finale di 3-2 vince il Brasile che conquista il 4° titolo mondiale riportandosi in testa alla classifica e colma un digiuno che durava 24 anni (dal 1970); per la prima volta i verdeoro vincono senza Pelè; fino ad ora in tutte e 3 le conquiste precedenti era stata sempre presente la perla nera. E’ anche la prima coppa del mondo che si decide ai calci di rigore.

La classifica cannonieri è vinta alla pari dal russo Salenko (eliminato al primo turno) e dal bulgaro Stoichkov con 6 reti.

Squadra campione: Taffarel, Jorginho, Branco, Mauro Silva, Aldair, Marcio Santos, Bebeto, Dunga, Romario, Mazinho, Zinho.

Altri giocatori: Cafù, Leonardo, Ricardo Rocha, Rai, Viola, Paulo Sergio, Muller.

Categorie:Calcio
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