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La Storia dei Mondiali di Calcio: Dodicesima edizione, Spagna 1982

La coppa del mondo del 1982 si disputa in Spagna; è l’edizione in cui viene deciso l’allargamento della fase finale da 16 a 24 squadre; la manifestazione entra in una dimensione di gigantismo in cui gli interessi commerciali e pubblicitari arrivano ad avere importanza quasi quanto il gioco.

A questo ingrandimento si è arrivati perché i continenti meno evoluti chiedono più posti a disposizione (che infatti diventano 2 per Africa, Asia-Oceania, Nord-Centro America), ma l’Europa è soddisfatta lo stesso perché le sue partecipanti sono 14 mentre le sudamericane sono aumentate solo di un’unità: 4 invece di 3. Con una fase finale allargata a 24 le esclusioni eccellenti dovrebbero essere inesistenti e invece anche stavolta c’è qualche eliminazione inattesa come quelle di Svezia, Olanda, 2 volte finalista negli ultimi 2 mondiali, Uruguay che l’anno prima aveva vinto la Copa de Ouro, trofeo a cui partecipavano le  compagini che erano state campioni del mondo. Le favorite sono principalmente Brasile, Germania Ovest e Argentina, le nazionali che più si sono messe in evidenza negli ultimi 4 anni; poi ci si mette la Spagna in quanto padrona di casa mentre come outsider si guarda favorevolmente a Belgio e Urss. Cambiando il numero delle finaliste cambia anche la formula della fase finale; le 24 finaliste sono divise in 6 gironi di 4 squadre ciascuno con le prime 2 che superano il turno; le rimanenti 12 sono a sua volta divise in 4 gironi di 3 squadre ciascuno; questi raggruppamenti sono costituiti 2 con 2 prime classificate e 1 seconda, gli altri 2 con 1 prima e 2 seconde; è questo l’aspetto meno equo ed è per questo che la formula durerà solo stavolta venendo cambiata nel 1986. Le vincenti dei 4 gironi disputano poi le semifinali e le finali. Essendo più le squadre ammesse useremo anche più spazio d’ora in avanti per parlare dei mondiali.

Durante la prima fase due nazionali fanno punteggio pieno e sono quelle che convincono di più; il Brasile entusiasma con i suoi tanti fuoriclasse nel 6° gruppo battendo Urss 2-1, Scozia 4-1 e Nuova Zelanda 4-0. I sovietici che hanno mire ambiziose devono accontentarsi del 2° posto facendo 3-0 con Nuova Zelanda e 2-2 con Scozia prevalendo sui britannici per migliore differenza-reti (inutile per questi ultimi la goleada con gli oceanici 5-2). Nel 4° l’Inghilterra ha la meglio su Francia 3-1, Cecoslovacchia 2-0 e Kuwait 1-0 e va a gonfie vele; ai transalpini bastano 3 punti (4-1 al Kuwait e 1-1 con i ceki) per essere qualificati come 2i perché gli esteuropei sono molto deludenti e non vincono neanche con il Kuwait (fermati sull’1-1). Molto bene va anche il Belgio, vicecampione d’Europa 1980, che vince il gruppo 3° grazie al successo 1-0 nella gara inaugurale contro l’Argentina campione in carica; poi gli basta l’1-0 con El Salvador e un pari 1-1 con l’Ungheria per fare 5 punti e rendersi irraggiungibile. I rioplatensi vincendo 4-1 con i magiari e 2-0 con i salvadoregni con 4 punti superano il turno al 2° posto; inutile per l’Ungheria la vittoria da record contro il modesto El Salvador (10-1). Nel gruppo 2° invece i favoriti tedeschi occidentali soffrono molto perchè iniziano col piede sbagliato; con un’inattesa sconfitta con l’esordiente Algeria 1-2. Poi rimediano vincendo 4-1 col Cile e 1-0 con l’Austria in una partita-farsa in cui le due squadre giocano per arrivare a quel risultato che serve ad entrambe per qualificarsi. Gli austriaci infatti avevano battuto 1-0 Cile e 2-0 Algeria balzando in testa con 4 punti; con quel risultato sono raggiunti da germanici e algerini (che battono i cileni 3-2); la differenza-reti decreta che i tedeschi sono primi, gli austriaci secondi e gli africani (prima squadra del continente nero a fare 4 punti e vincere 2 gare) pur meritevoli sono eliminati. Nel gruppo 5° molto mediocre appare la Spagna proprio quando è in veste di padrona di casa; pareggia 1-1 con l’Honduras e batte 2-1 la Jugoslavia grazie ad aiuti arbitrali, poi però perde contro l’Irlanda Nord 0-1 che in precedenza aveva fatto 2 pareggi, con gli slavi 0-0 e con gli honduregni 1-1; i britannici scavalcano tutti a quota 4 e vincono il girone; gli iberici passano il turno come 2i per aver segnato un gol in più degli azzurri plavi a cui risulta inutile la vittoria 1-0 sull’Honduras e che incamera una grossa delusione con l’eliminazione al primo turno. Per ultimo parliamo del gruppo 1°, quello dell’Italia, che non fa certo scintille; ottiene 3 pareggi (0-0 con Polonia, 1-1 con Perù e Camerun) che sono sufficienti per passare il turno anche se le critiche sono molto aspre; in un girone molto equilibrato con tanti pareggi (5 su 6 partite) finisce con l’essere decisiva la sontuosa vittoria dei polacchi sui peruviani 5-1 per cui sono gli esteuropei (che avevano fatto 0-0 con gli africani nella 2^ tornata) a risultare primi; agli uomini di Bearzot basta un pari con i Leoni Indomabili per superare la fase grazie al maggior numero di reti segnate rispetto a loro. Da elogiare comunque la nazionale in maglia verde e calzoncini rossi perché è eliminata pur non avendo subito sconfitte. Nei gironi dei quarti di finale nel gruppo C esplode l’Italia che dà inizio alla sua metamorfosi; con una grande prestazione batte l’Argentina 2-1; anche i brasiliani vincono con i rioplatensi 3-1 per cui Italia-Brasile è il match decisivo con i sudamericani a cui basta anche il pareggio. Gli azzurri colgono quello che è forse il più grande risultato della sua storia; vincono 3-2 con una tripletta di Paolo Rossi ed estromettono la favorita n. 1 accedendo con grande entusiasmo in semifinale. Nel gruppo B Inghilterra e Germania Ovest iniziano con uno scialbo 0-0 senza affondare; demandano al confronto con gli spagnoli la decisione del superamento del turno; e va bene ai tedeschi che li battono 2-1 mentre gli inglesi non vanno oltre lo 0-0. Con 1 punto di vantaggio sono i teutonici ad andare avanti; gli albionici sono eliminati senza subire sconfitte e con 1 sola rete al passivo in 5 partite. Il gruppo A è la dimostrazione del famoso detto: tra i due litiganti il terzo gode; tutti pensano ad un duello tra le due outsider Belgio e Urss e invece spunta la Polonia che mette tutti d’accordo; i biancorossi vincono nettamente 3-0 con i fiamminghi e poi pareggiano il decisivo confronto con i sovietici 0-0, che in precedenza avevano battuto i Diavoli Rossi 1-0; per migliore differenza reti è la compagine di Boniek a superare il turno. Nel gruppo D la Francia sempre più cosciente della sua forza e in crescendo vince a punteggio pieno (1-0 all’Austria e 4-1 all’Irlanda Nord) lasciando alle altre le briciole (pareggio per 2-2 nel confronto tra loro due).

In semifinale l’Italia ritrova la Polonia che aveva già incontrato nella 1^ partita (0-0); stavolta va meglio; si impone con il classico punteggio di 2-0 e “l’hombre del partido” è di nuovo Pablito Rossi con una doppietta. Nell’altra semifinale sfida spettacolare e mozzafiato tra Germania Ovest e Francia che si protrae ai tempi supplementari; finisce 3-3 con i teutonici che rimontano due reti di svantaggio che accusavano a 22’ dal termine. Per la prima volta nella storia della coppa del mondo una partita si decide con i calci di rigore; prevalgono i tedeschi per 5-4 e vanno in finale. La partita conclusiva allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid l’11 luglio tra Italia e Germania è un ricordo dolcissimo per tutti i tifosi italiani; nel primo tempo da ricordare solo il calcio di rigore per i peninsulari per fallo di Briegel su Conti sbagliato da Cabrini che tira a lato (primo errore dal dischetto in una finale di coppa del mondo); nella ripresa gli azzurri dilagano e segnano ogni 12’ con Rossi al 57’, Tardelli al 69’, Altobelli all’81’. Solo sul 3-0 viene dato modo agli avversari di segnare il gol della bandiera con Breitner all’83’ che ha il privilegio di essere il 3° giocatore (dopo Vavà e Pelè) ad aver segnato in due finali. Al fischio finale dell’arbitro brasiliano Coelho chi può dimenticare l’inconfondibile voce di Nando Martellini che dice: “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo”. L’Italia vince il titolo mondiale per la 3^ volta a 44 anni di distanza dalla precedente (1938) e raggiunge il Brasile in testa nella graduatoria dei titoli vinti. Un trionfo che premia un tecnico esemplare e magnifico come Enzo Bearzot. Paolo Rossi vince la classifica dei cannonieri con 6 reti; è il primo italiano a riuscire in questo prestigioso traguardo.

Formazione vincente: Zoff, Bergomi, Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea, Conti B., Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani.

Altri giocatori: Antognoni, Marini, Causio, Altobelli.

Categorie:Calcio
  1. Jackie
    29 aprile 2010 alle 08:53

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    In effetti, Mondiali gratis mica tanto…

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