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La Storia dei Mondiali di Calcio: Undicesima edizione, Argentina 1978

L’11^ edizione del campionato del mondo, 2^ coppa FIFA, si gioca in Argentina nel 1978; paese in cui da 2 anni è in atto una feroce dittatura militare; cosa che crea problemi di coscienza a molti, ma da un punto di vista calcistico sembra giusto che una terra che ha dato i natali a tanti fuoriclasse del football possa ospitare un mondiale.

 Come in ogni edizione anche in questa ci sono tante eliminazioni illustri; tocca di nuovo a Inghilterra, Urss, Belgio, Cecoslovacchia, campione d’Europa 1976; e inoltre anche a Uruguay, Jugoslavia e Germania Est. Le favorite sono essenzialmente 4: Argentina e Brasile, le due sudamericane più prestigiose, desiderose di ricattarsi dopo le delusioni in terra tedesca, Germania Ovest e Olanda, le 2 finaliste del 1974.

Il gruppo 1 appare molto incerto e difficile per la presenza di squadre molto ambiziose come Argentina, Italia, Francia e Ungheria. Gli azzurri, che sono guidati da Bearzot e si sono molto rinnovati dopo la brutta figura di 4 anni prima, si comportano molto bene nei risultati e nel gioco, mai così bello e offensivo; battono 2-1 la Francia, 3-1 l’Ungheria e anche 1-0 i padroni di casa nel “Monumental” di Buenos Aires con una belle rete di Bettega dopo triangolo con Rossi. Vincono così il girone facendo per la prima volta l’en plein nel primo turno (6 punti) e rimangono nella capitale costringendo i biancocelesti, che in precedenza avevano superato con lo stesso punteggio di 2-1 magiari e transalpini, a doversi accontentare del 2° posto e a doversi trasferire a Rosario in provincia per la seconda fase. Il Brasile all’inizio appare balbettante come in Germania; pareggia le prime 2 partite (1-1 con la Svezia e 0-0 con la Spagna) e vince poi l’ultima del girone 1-0 con l’Austria che si era già messa al sicuro a 4 punti battendo 2-1 gli iberici e 1-0 gli scandinavi. Le due squadre sono alla pari ma primi risultano gli austriaci per aver segnato 1 gol in più. Gli olandesi molto attesi dopo il 2° posto del 1974 e con quasi gli stessi uomini di allora (manca però Cruyff che si è ritirato dalla nazionale 8 mesi prima), iniziano battendo 3-0 il debuttante Iran ma poi proseguono in maniera deludente; 0-0 col Perù e addirittura 2-3 con la Scozia; superano la prima fase al 2° posto solo per la migliore differenza-reti nei confronti dei britannici e buon per lei che questi si sono “dimenticati” di battere l’Iran (1-1). A prevalere nel raggruppamento è il Perù che ancora una volta è protagonista come nel 1970 in Messico; 3-1 agli scozzesi, 0-0 con gli orange e 4-1 con gli asiatici sono i suoi risultati. Nel gruppo 2 anche i tedeschi campioni in carica non è che lasciano una favorevole impressione; fanno 0-0 con la Polonia nella gara inaugurale, si sfogano solo con il derelitto Messico 6-0 e poi sono costretti al risultato in bianco anche dalla Tunisia. A vincere il girone con 5 punti sono i polacchi che battono 1-0 i tunisini e 3-1 i messicani. Buona comunque anche la prestazione della Tunisia che conquista 3 punti; solo 1 in meno dei teutonici; inoltre battendo 3-1 il Messico ottiene la prima storica vittoria di una squadra africana nella fase finale di un mondiale. Al termine della prima fase notiamo così come tutte e 4 le favorite della vigilia (Argentina, Germania Ovest, Brasile e Olanda) superano tutte il turno come seconde; bisogna vedere nel proseguo chi sta bluffando e chi non è tanto all’altezza della situazione.

Nei gironi di semifinali nel gruppo 1 l’Italia per la prima volta in questo mondiale non vince, fermata sullo 0-0 da una Germania molto catenacciara, ed è costretta in questo nuovo raggruppamento a dover inseguire l’Olanda che pareva in crisi dopo la sconfitta contro la Scozia; i tulipani infatti si riprendono in pieno e travolgono l’Austria 5-1 mettendo a loro favore anche la differenza-reti nel caso dovesse essere utile per prevalere nel gruppo. Nella seconda tornata gli 11 di Bearzot tornano alla vittoria battendo 1-0 l’Austria e raggiungono a quota 3 gli olandesi costretti al pareggio per 2-2 dai tedeschi occidentali. Decisivo per l’accesso alla finale per il titolo è così l’incontro Italia-Olanda e agli azzurri purtroppo va male; dopo un ottimo primo tempo che chiude in vantaggio 1-0 nella ripresa si fa chiudere dagli orange che con due bolidi da fuori area trafiggono Zoff  e finisce 2-1. Rensenbrink & c. vanno in finale ancora una volta per la 2^ consecutiva; gli italiani possono giocare quella di consolazione anche grazie a un favore dell’Austria che batte la Germania O. 3-2. Nell’altro girone lungo braccio di ferro tra Argentina e Brasile che si riprendono dopo una prima fase non molto brillante; i padroni di casa superano 2-0 la Polonia mentre la Seleçao batte il Perù 3-0; arrivano così a pari punti al confronto diretto tra loro che si conclude 0-0. Nell’ultima tornata il Brasile supera i polacchi 3-1 ma gli uomini di Luis Cesar Menotti hanno il vantaggio di giocare dopo e di potersi regolare su quanti gol fare per prevalere per miglior differenza-reti; il Perù non fa molta resistenza e viene sconfitto 6-0 mentre ai rioplatensi ne sarebbero bastati solo 4 (un risultato che ingenererà molti sospetti anche perché il portiere peruviano Quiroga è argentino di nascita); l’Argentina si qualifica così per la finale per il 1° e 2° posto dopo 48 anni (nel 1930 l’unico precedente).

L’Italia gioca per la prima volta la finale per il 3° e 4° posto; avversario il Brasile, ma ripete gli stessi errori del precedente match contro l’Olanda; cioè gran primo tempo, finito 1-0 in suo favore, e ripresa in tono minore con gli avversari che vincono di nuovo in rimonta 2-1 e sempre con tiri dalla lunga distanza. Il Brasile è così 3° nonostante non abbia subito sconfitte nelle 7 partite giocate mentre l’Italia è 4^ ma comunque soddisfatta per come si è ripresa dopo la debacle di Monaco e Stoccarda.

La finale per il titolo mondiale è tra Argentina e Olanda; gli europei di nuovo all’atto conclusivo e sempre contro la squadra di casa. Il primo tempo è più pericolosa l’Olanda (Fillol fa grandi parate), ma è l’Argentina a passare in vantaggio al 38’ con il suo uomo di maggior classe Kempes che dopo aver superato 2 avversari batte Jongblead in uscita. Nella ripresa, molto brutta, poco da dire per lunghi minuti con la squadra organizzatrice che gioca di contenimento. All’81’ però gli ospiti giungono al pareggio con Poortvliet di testa su cross di Renè Van de Kerkhoff e quindi all’ultimo minuto un brivido freddo corre sulla pelle dei giocatori di casa e degli spettatori presenti sugli spalti; Rensenbrink colpisce un fragoroso palo a portiere battuto. Si va ai supplementari e al 104’ la partita si decide grazie ad un’altra prodezza di Kempes (che è il capocannoniere della manifestazione con 6 reti) che supera più avversari e riporta in vantaggio la sua squadra. Nel finale al 114’ c’è anche un’altra segnatura con Bertoni; l’Argentina vince 3-1 e si laurea così campione del mondo per la 1^ volta a 48 anni dall’istituzione della coppa del mondo; una soddisfazione enorme per una tifoseria che attendeva da tanto questo traguardo.

La squadra vincente: Fillol, Olguin, Tarantini, Luis Galvan, Passarella, Gallego, Bertoni, Ardiles, Luque, Kempes, Ortiz.

Altri giocatori: Oviedo, Larrosa, Villa, Housemann, Alonzo, Valencia.

Categorie:Calcio
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