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La Storia dei Mondiali di Calcio: Decima edizione, Germania Ovest 1974

Conclusasi in Messico, con la conquista definitiva del Brasile, il capitolo della Rimet per la successiva edizione che si giocava in Germania Ovest nel 1974 bisognava trovare un nuovo trofeo e un nuovo nome da dare alla coppa. Venne indetto un concorso e alla fine nel 1971 venne scelta la scultura in oro dell’italiano Silvio Cazzaniga che raffigura due donne che sollevano il globo; pesa 5 kg. ed è alta 36 cm.

La nuova coppa senza eccedere molto in fantasia si chiamava FIFA, l’ente promotore del calcio mondiale. Cambiava anche la formula della fase finale dopo che per 4 edizioni era stata sempre la stessa; all’inizio tutto uguale; le 16 qualificate erano divise in 4 gironi di 4 squadre con le prime due che si qualificavano; poi però invece di procedere ad eliminazione diretta le 8 rimanenti venivano a sue volte divise in 2 gironi di 4 squadre; le vincenti giocavano la finale per il titolo; le seconde quella per il 3° e 4° posto. E’ un quadriennio di molti cambiamenti quello tra il 1970 e il 1974 e lo dimostra il fatto che delle 16 presenti in Messico solo 6 si riconfermano in Germania e di queste due erano ammesse d’ufficio (Brasile quale campione in carica, tedeschi occidentali come padroni di casa). Tante le esclusioni eccellenti; clamorose quelle di Inghilterra e Urss, ma anche quelle di Ungheria, Spagna, Belgio, Cecoslovacchia non sono da meno. Tra le 16 ammesse c’è la prima presenza della Germania Est mentre tornano dopo tanto tempo (36 anni) Olanda e Polonia; proprio queste ultime 3 sono considerate possibili outsider dietro alle tre favorite; ovvero le prime 3 del precedente mondiale Brasile, Italia e Germania Ovest.

Nel girone 1 tutto facile per le 2 Germanie in un raggruppamento che presenta poche difficoltà dove c’è però una sorpresa nel finale; gli organizzatori vincono 1-0 col Cile e 3-0 con l’Australia ma perdono nel primo storico scontro diretto con i fratelli orientali 1-0 i quali grazie a questo successo (in precedenza 2-0 ai canguri e 1-1 con i cileni) li scavalcano e vincono il girone davanti agli 11 di Helmut Schoen. Nel gruppo 2 il Brasile si dimostra farraginoso e non certo entusiasmante come nel 1970; è costretto allo 0-0 da Jugoslavia e Scozia e deve aspettare il 3° incontro con la matricola Zaire per vincere 3-0, ottenere i primi gol e la prima vittoria nel WM’74. Con 4 punti si qualifica ma come 2^ per migliore differenza reti rispetto agli scozzesi ma peggiore rispetto agli jugoslavi; a fare da discriminante sono i gol subiti dagli africani; gli adriatici li battono 9-0, i britannici solo 2-0 mentre il confronto diretto tra le due europee si conclude 1-1 (sono così i britannici ad essere eliminati senza aver mai perso). Nel gruppo 3 l’Olanda che ha il miglior giocatore del momento, Cruyff, e mostra il magnifico e moderno calcio-totale (che già si era visto con l’Ajax nelle coppe europee per club) rompe ogni indugio facendo vedere tutto il suo valore; batte 2-0 l’Uruguay, 4-1 la Bulgaria; solo la Svezia riesce a fermarla sullo 0-0 ed è proprio per questo che sono gli scandinavi ad ottenere la 2^ piazza utile per superare il turno; dopo lo 0-0 con la Bulgaria e gli orange nell’ultimo confronto si impongono nettamente 3-0 ad un Uruguay davvero pessimo che finisce ultimo in classifica (1-1 con i bulgari). Nel gruppo 4 emerge un’altra novità come la Polonia che batte 3-2 l’Argentina e 7-0 Haiti presentandosi con 4 punti all’ultimo incontro con l’Italia che ne ha 3; gli azzurri giocano malissimo; rischiano un’altra Corea contro gli haitiani con cui vincono 3-1 dopo essere andati in svantaggio ad inizio di ripresa e poi pareggiano 1-1 con gli argentini. Basterebbe un pareggio con i polacchi già qualificati per passare il turno e invece le cose vanno male; Deyna & c. vincono 2-1 e fanno punteggio pieno (6 punti) mentre gli uomini di Valcareggi sono raggiunti dall’Argentina, che supera Haiti 4-1, ed eliminati per peggiore differenza reti. Dopo la parentesi messicana (2° posto) l’Italia torna alle brutte abitudini del dopoguerra quando era sempre eliminata al primo turno.

I due gironi di semifinale procedono parallelamente; nel gruppo 1 Olanda e Brasile vanno speditamente; i tulipani surclassano 4-0 l’Argentina e 2-0 la Germania Est mentre i brasiliani li superano rispettivamente 2-1 e 1-0; si presentano così alla pari al confronto diretto tra loro che è all’ultima giornata. Cruyff & c. sono una macchina perfetta e lo dimostrano anche contro gli ex di Pelè (si è ritirato dalla nazionale 3 anni prima); vincono 2-0 e li detronizzano del titolo conquistato 4 anni prima. Nell’altro girone si impongono invece Polonia e Germania Ovest; i primi battono 1-0 la Svezia, 2-1 la Jugoslavia e si presentano al decisivo confronto con i tedeschi con un curriculum perfetto nel mondiale: 5 partite, 5 vittorie. I padroni di casa invece superano 2-0 gli slavi e 4-2 i gialloblù al termine di una gara bellissima sotto una pioggia battente. Lo scontro fondamentale tra tedeschi e polacchi si gioca anche esso su un campo in condizioni proibitive ma è lo stesso attraente e mirabile; alla fine vincono i primi 1-0 che si qualificano per la finale per il 1° e 2° posto. La partita conclusiva della 10^ coppa del mondo è così tra Germania Ovest e Olanda, nuova grande realtà del calcio internazionale. Al 1’ l’arbitro inglese Taylor assegna un rigore (è il primo in una finale di coppa del mondo) agli arancioni per fallo di Vogts su Cruyff; segna Neeskens dagli 11 metri e i tedeschi sono sotto di 1 gol senza aver ancora toccato il pallone. La loro reazione è rabbiosa e al 25’ anche a loro è assegnato un penalty per  atterramento di Jansen ai danni di Holzembein. Al momento sembra un fallo netto ma le riprese televisive dimostrano che il tedesco si butta per terra senza essere stato toccato. Con questo errore del direttore di gara i tedeschi pareggiano perché anche Breitner non sbaglia e siamo 1-1. Si prosegue su alti livelli e al 43’ i tedeschi passano in vantaggio con Muller (14^ rete da lui realizzata ai mondiali tra 1970 e 1974) che gira molto bene su cross di Bonhoff e batte Jongblead. Nella ripresa la pressione degli olandesi per pervenire al pareggio è incessante ma tutti i tentativi sono vani; al termine di una finale comunque bellissima giocata ad alti ritmi la Germania Occidentale vince 2-1 e conquista il titolo mondiale per la 2^ volta a 20 anni di distanza dalla precedente (1954). I teutonici che chiudono un  periodo magico (nel 1972 hanno trionfato anche gli Europei) vincono ancora una volta sconfiggendo il pronostico; anche stavolta come in Svizzera alla vigilia i favoriti erano gli avversari.

Capocannoniere è Lato della Polonia con 7 reti.

Formazione vincente: Maier, Vogts, Breitner, Swarzenbeck, Beckenbauer, Bonhoff, Grabowsky, Uli Hoeness, Gerd Muller, Overath, Holzembein.

Altri giocatori: Hottges, Cullmann, Flohe, Wimmer, Netzer, Heynkess, Herzog.

Categorie:Calcio
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