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La Storia dei Mondiali di Calcio: ottava edizione, Inghilterra 1966

L’8^ edizione della coppa del mondo si gioca nel 1966 nella terra del football: l’Inghilterra. A 36 anni dall’istituzione della più importante manifestazione calcistica per nazionali era giusto che si giungesse nel posto dove questo sport tanto amato e tanto seguito è stato inventato nella sua accezione moderna.

Per questo motivo la nazionale di casa, nonostante provenisse da 4 mondiali non  proprio entusiasmanti, era considerata una delle favoritissime per la vittoria finale insieme a Germania Ovest e Brasile; ma da tenere in conto erano anche Urss, Argentina, Ungheria e Spagna che nel 1964 aveva vinto la coppa Europa. 13 delle squadre presenti in Cile lo sono anche nel 1966 segno che la situazione mondiale è rimasta piuttosto stabile; tra le eliminate non mancano però anche quelle clamorose come Cecoslovacchia e Jugoslavia; anche in questo caso sono le europee che erano andate meglio nel 1962 piazzandosi 2^ e 4^.

Nel gruppo 1 l’Inghilterra ha un compito non molto difficile; dopo il pareggio iniziale 0-0 con l’Uruguay gli basta un doppio 2-0 contro Messico e Francia per vincere il girone a quota 5; minimo sforzo anche per gli uruguagi che battono 2-1 i francesi e pareggiano 0-0 coi messicani; con 4 punti sono tranquillamente secondi e qualificati. Nel gruppo 2 invece grande battaglia; la Germania inizia alla grande infliggendo un 5-0 alla Svizzera ma degna di lode è anche l’Argentina che compie un capolavoro superando la Spagna campione continentale 2-1 e poi ferma i teutonici sullo 0-0; a quel punto gli iberici battendo gli elvetici 2-1 si rifanno sotto per cui decisiva è l’ultima tornata di gare. I tedeschi vincono in rimonta sulla Spagna 2-1 e finiscono primi con 5 punti appaiati ai rioplatensi che regolano gli svizzeri 2-0; per migliore differenza gol vincitori del girone sono Beckenbauer (la nuova stella del calcio internazionale rivelatasi) & c. Nel gruppo 3 tutti aspettano il Brasile detentore della coppa da 8 anni e invece fa un patatrac inatteso; vince all’inizio con la Bulgaria 2-0 ingenerando illusioni, ma poi subisce una lezione di calcio dall’Ungheria a Liverpool perdendo 3-1 ed è sconfitta con lo stesso punteggio anche dal sorprendente Portogallo, alla sua 1^ partecipazione alla fase finale, che fa punteggio pieno (3-1 agli ungheresi e 3-0 ai bulgari) vincendo il girone; alle sue spalle i magiari che superano anche la Bulgaria 3-1. Nel gruppo 4 l’Italia inizia bene battendo 2-0 il Cile e vendicando la sconfitta di Santiago del 1962; risponde così alla vittoria dell’Urss sulla Corea del Nord 3-0. Poi però perde 0-1 con i sovietici e anche con lo stesso punteggio, e qui la cosa è davvero clamorosa, vergognosa e impensabile, contro gli sprovveduti dilettanti nordcoreani. E’ il peggior risultato nella storia della nazionale italiana; la crisi iniziata nel dopoguerra raggiunge l’apice in questa occasione. A qualificarsi a sorpresa sono così gli asiatici al 2° posto (utile il pareggio precedente 1-1 col Cile) alle spalle dell’Urss 1^ a punteggio pieno (vince anche 2-1 con i cileni).

Ai quarti di finale le due europee più accreditate si scambiano gli avversari sudamericani avuti nel girone e anche in questo caso faticano per averne la meglio; gli inglesi battono l’Argentina 1-0 con un gol a un quarto d’ora dalla fine dopo molto penare e anche perché i rivali sono in 10 per l’ingiusta espulsione del capitano Rattin. Anche i tedeschi occidentali sono in difficoltà con l’Uruguay anche se il risultato finale di 4-0 potrebbe trarre in inganno, ma sullo 0-0 non viene concesso un rigore evidente ai sudamericani e dopo il primo gol dei germanici vengono espulsi due nerocelesti per cui il suo compito è facilitato. Il quarto più spettacolare è quello tra Portogallo e Corea Nord perché la squadra del famoso (!) Pak Doo Ik (quello del gol all’Italia) incredibilmente passa a condurre 3-0 dopo 24’ e sembra materializzarsi un’altra grande sorpresa in coppa del mondo, ma poi entra in azione Eusebio, il fuoriclasse dei lusitani, che realizza un poker di reti a cui si aggiunge il gol di Josè Augusto. Alla fine gli europei prevalgono 5-3 e passano alle semifinali avendo vinto tutte le partite giocate finora, 4, come l’Urss che vince anche lei superando l’Ungheria 2-1; finalmente i sovietici superano lo scoglio dei quarti dove si erano arenati nei 2 precedenti mondiali disputati.

In semifinale abbiamo tutte squadre europee a conferma del  loro predominio in questa edizione. Germania-Urss è la sagra del calcio atletico e alla fine la spuntano i primi 2-1; con lo stesso punteggio l’Inghilterra, finalmente convincente, prevale sul Portogallo di Eusebio (che alla fine sarà capocannoniere con 9 reti). La finale, ampiamente prevista alla vigilia, è così tra Inghilterra e Germania Ovest allo stadio Wembley di Londra davanti agli immancabili 100.000 spettatori tra cui la regina Elisabetta II°. Sono gli ospiti a passare per primi in vantaggio con Haller al 12’ ma anche stavolta come nel 1962 il suo vantaggio dura poco; al 18’ i britannici pareggiano con Hurst di testa e il punteggio rimane a lungo così con le due squadre che si danno battaglia senza risparmiarsi. Al 78’ però gli uomini di Alf Ramsey segnano con Peters e mancando 12’ al termine sembra l’episodio decisivo della finale e invece la proverbiale indomabilità dei teutonici emerge ancora una volta e al 90’ giunge il pareggio di Weber per cui si va ai tempi supplementari. E qui all’11’ del 1° tempo extra il casus belli; quello su cui si discuterà sempre; su tiro di Hurst la palla picchia sotto la traversa e poi a terra sulla linea; non è gol e la moviola, inventata proprio in questa occasione per dirimere la questione, lo dimostra, ma l’arbitro svizzero Dienst non la pensa così e assegna la rete. In questa maniera irregolare gli inglesi si riportano in vantaggio per poi arrotondare il punteggio sul 4-2 al 120’ ancora con Hurst, unico giocatore ad aver segnato una tripletta in una finale di coppa del mondo. L’Inghilterra conquista così per la prima volta il titolo mondiale a 16 anni dalla sua 1^ partecipazione. Il titolo di “maestri” con cui era stata soprannominata fin dagli albori è stavolta giusto e indicato; ha dimostrato di essere la migliore sul campo e non a chiacchiere come prima. Come per la vittoria dell’Italia nel 1934 non manca chi ha delle perplessità sulla vittoria finale pensando a qualche aiuto avuto.

Formazione vincente: Banks, Cohen, Wilson, Stiles, Jackie Charlton, Moore, Ball Hurst, Robert Charlton, Hunt, Peters.

Altri giocatori: Greaves, Paine, Callaghan, Connolly.

Categorie:Calcio
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