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La Storia dei Mondiali di Calcio: Settima edizione, Cile 1962

Per il 1962 era obbligatorio tornare nel continente americano e come sede della 7^ coppa Rimet venne scelta il Cile; candidatura che diede adito a varie polemiche sia per gli scarsi risultati colti dalla nazionale nel passato sia per alcune condizioni di povertà in cui versava il paese; una trappola questa in cui caddero anche alcuni nostri giornalisti e portò come conseguenza che la popolazione locale accolse con molta acrimonia la nostra delegazione.

Tornate alla fase finale Uruguay e Italia dopo l’eliminazione del 1958 e anche la Spagna (che era stata estromessa due volte consecutive) tutti i migliori talenti calcistici del momento erano presenti in Cile. In ogni edizione capitava sempre comunque qualche compagine blasonata eliminata; stavolta toccò a Svezia e Francia che 4 anni prima erano state le migliori europee classificandosi 2^ e 3^. La formula rimase la stessa del 1958; l’unica differenza era che al termine della prima fase se 2 squadre finivano alla pari al 2° posto era la differenza-reti a decidere la qualificata e non una gara di spareggio. Le favorite erano Brasile, Urss, Ungheria, Germania Ovest e Inghilterra.

Nel gruppo 1 Urss e Jugoslavia, le finaliste della 1^ edizione della coppa Europa disputatasi nel 1960 (vinsero i primi 2-1), si ritrovano nello stesso girone ad affrontarsi subito; vincono di nuovo i sovietici 2-0 che poi pareggiando incredibilmente 4-4 con la Colombia (vincevano 4-1 a 24′ dalla fine) e battendo 2-1 l’Uruguay si garantiscono con 5 punti il passaggio del turno e il primo posto nel girone; gli adriatici comunque hanno modo di riprendersi e con un 3-1 all’Uruguay e 5-0 alla Colombia ottengono senza patemi la qualificazione ai quarti al 2° posto. Nel gruppo 2 l’Italia, che presenta una squadra molto tecnica in cui si torna ad usare gli oriundi sudamericani come già fatto prima della guerra, si trova in un brutto girone con Germania Ovest e i padroni di casa. Inizia con uno 0-0 con i tedeschi che è buon risultato anche se forse osando di più si poteva ottenere anche la vittoria e così affronta i cileni in svantaggio rispetto a loro che all’esordio hanno prevalso 3-1 con la Svizzera. In un clima molto ostile agli italiani e con un arbitro smaccatamente casalingo (l’inglese Aston) si gioca una gara che è stata soprannominata “la battaglia di Santiago”; gli azzurri in 9 per le espulsioni di Ferrini e David resistono 74’ poi devono cedere per 0-2 e il risultato li condanna all’ennesima delusione nel dopoguerra; un’altra eliminazione al primo turno. Il Cile già qualificato con 4 punti è poi battuto nell’ultima partita dai teutonici 0-2 dopo che questi avevano superato anche la Svizzera 2-1; li scavalcano così in classifica e con 5 punti vincono il raggruppamento. Nel gruppo 3 il Brasile inizia battendo 2-0 il Messico ed è poi fermato sullo 0-0 dalla coriacea Cecoslovacchia che in precedenza nell’incontro fondamentale aveva superato la più accreditata Spagna 1-0. Nell’ultima tornata la Seleçao deve vedersela contro gli iberici che superando il Messico 1-0 si sono portati ad una sola lunghezza e si giocano tutto in questa partita; sono gli europei a passare in vantaggio ma i campioni in carica anche con un buon aiuto da parte dell’arbitro cileno Bustamente rimontano e vincono 2-1 passando il turno; i ceki sono qualificati come secondi anche se si fanno stranamente battere dal Messico 1-3 (prima vittoria dei verdi nella fase finale dei mondiali). Nel gruppo 4 l’Ungheria appare in gran spolvero; batte 2-1 l’Inghilterra, 6-1 la Bulgaria e pareggia poi alla fine 0-0 con l’Argentina; con 5 punti è grande protagonista del girone; per la 2^ piazza decisiva è la vittoria per 3-1 dell’Inghilterra sugli argentini che avevano superato i bulgari 1-0, perché al termine gli basta uno 0-0 con la Bulgaria per eliminare i sudamericani per migliore differenza-reti.

Nei quarti di finale le gerarchie sono stravolte; in 3 incontri su 4 vincono quelli che si erano classificati al 2° posto nella prima fase. Gli unici che mantengono la posizione sono i brasiliani che con una grande prestazione di Garrincha battono l’Inghilterra 3-1; a Rancagua la Cecoslovacchia colpisce all’inizio al 13’ con Scherer ed ha la meglio 1-0 sull’effervescente Ungheria che trova un baluardo insuperabile in Schroiff. Jugoslavia e Germania Ovest si trovano di fronte ai quarti per la 3^ volta consecutiva ma stavolta, dopo 2 vittorie tedesche,  prevalgono gli slavi 1-0. La sorpresa più grossa avviene ad Arica dopo la favorita Urss si fa battere 2-1 dal Cile grazie alla insolita brutta giornata del grande Yashin che si fa perforare da due tiri dalla lunga distanza.

Il sogno del Cile si spezza in semifinale contro il Brasile campione del mondo in carica; i miracoli non si possono perpetuare di continuo; i verdeoro vincono nettamente 4-2 rispondendo solo col gioco alle provocazioni degli uomini in maglia rossa. Nell’altra semifinale tutta europea la Cecoslovacchia molto preparata atleticamente prevale nel finale alla più classica Jugoslavia 3-1 e conquista la finale per il titolo per la 2^ volta a 28 anni dalla precedente (1934).

La finale è così tra Brasile e Cecoslovacchia che già si erano incontrate nel primo turno; gli esteuropei provano a spaventare anche i gialloblù andando per primi in vantaggio con il loro giocatore di maggior classe, Masopust, al 15’, ma il vantaggio dura solo 2’; al 17’ Amarildo con un tiro da posizione molto angolata infila la rete e riporta il punteggio in parità 1-1 con cui rimane a lungo. Ma nella ripresa negli ultimi 22’ la contesa si risolve; e il protagonista alla rovescia è Schroiff che pure era stato ottimo nelle partite precedenti; con grossi errori favorisce le reti di Zito al 68’ e Vavà al 77’. Si chiude sul 3-1 per il Brasile che riconquista così la coppa del mondo appaiando Uruguay e Italia a quota 2 ed entrando così in lizza per l’assegnazione definitiva del trofeo Rimet. Fa il bis consecutivo che era riuscito solo all’Italia 1934-1938. Alla guida c’è stavolta Aimorè Moreira per cui rimane Vittorio Pozzo l’unico CU a vincere due mondiali. La vittoria finale dei sudamericani assume maggior rilievo se si pensa che dalla 3^ partita ha dovuto fare a meno per infortunio del suo maggior fuoriclasse: Pelè.

La classifica cannonieri è vinta con 4 reti da ben 6 giocatori: Garrincha e Vavà (Brasile), Jerkovic (Jugoslavia), V. Ivanov (Urss), Albert (Ungheria), Sanchez (Cile).

Questa la squadra vincente: Gilmar, Djalma Santos, Niton Santos, Zito, Mauro, Zozimo, Garrincha, Didì, Vavà, Amarildo, Zagalo.

Altri giocatori: Pelè.

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