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La Storia dei Mondiali di Calcio: Quinta edizione, Svizzera 1954

Per la 5^ edizione della Coppa Rimet 1954 si tornava in Europa e a 9 anni dalla fine della guerra si scelse come paese organizzatore la Svizzera che non aveva preso parte al conflitto e non aveva dovuto affrontare problemi di ricostruzione. Giunti a 24 anni dall’istituzione della coppa del mondo si poteva finalmente dire che ormai partecipavano quasi tutti e il titolo mondiale aveva ora una rilevanza probante a tutti gli effetti (le partecipanti furono 36).

Le uniche assenze di rilievo erano quelle dell’Argentina che continuava a rimanerne fuori e l’Urss che, dopo tanti anni di isolamento senza avere contatti internazionali con nessuno, nel 1952 aveva partecipato alle olimpiadi di Helsinki ma decise di rinunciare ancora una volta ai mondiali. La formula della competizione cambiava di nuovo; le 16 finaliste erano divise in 4 gironi di 4 squadre ma le due teste di serie non si incontravano tra loro e così pure le due deboli cosicché ogni compagine giocava solo 2 incontri; passavano il turno le prime due di ognuno; già così era un regolamento molto astruso ma un’altra anomalia era nel proseguo; ai quarti le vincenti si affrontavano tra loro e così le seconde e lo stesso dicasi per le semifinali; in questa maniera chi arrivava 2^ poteva avere teoricamente un cammino più agevole e una di esse era sicura di arrivare in finale. Una formula così assurda che infatti 4 anni dopo venne di nuovo cambiata.

La favorita massima era l’Ungheria che da 4 anni disponeva di un complesso straordinario e ricco di fuoriclasse (Boszik, Puskas, Kocsis, Hidekuti, Czibor, ecc.) che non perdeva da 28 partite e aveva espugnato Wembley nel 1953 per 6-3 (prima sconfitta casalinga per l’Inghilterra contro una nazionale continentale); dopo di lei le due sudamericane Uruguay e Brasile, che si erano giocate la coppa 4 anni prima, e l’Inghilterra desiderosa di rifarsi dopo lo smacco del 1950.

Gli ungheresi fecero subito capire quali erano le sue intenzioni; vinse 9-0 con la Corea Sud e 8-3 con la Germania Ovest che nell’occasione gioca con molti rincalzi; ovvero sia 17 reti in 2 partite. I tedeschi nettamente battuti avevano in precedenza superato la Turchia 4-1 ma poiché questi ultimi vinsero anche loro con i poveri coreani 7-0 furono costretti a giocare una ulteriore gara di spareggio contro gli ottomani che vinsero in maniera  ancora più netta: 7-2. Un girone dove le teste di serie decise dalla FIFA furono rispettate fu il 3° dove Uruguay e Austria si sbarazzarono facilmente di Cecoslovacchia e Scozia segnando molte reti (9 gli uruguagi, 6 gli austriaci). Nel gruppo 1 la Jugoslavia vinse il fondamentale incontro iniziale contro la Francia 1-0 e si divise la posta contro il Brasile 1-1 (che aveva battuto facilmente il Messico 5-0) ottenendo entrambi a braccetto l’accesso ai quarti; inutile la vittoria della Francia sul Messico 3-2 che era di nuovo eliminata al primo turno deludendo come sempre. Nel girone 4 l’Inghilterra nonostante uno strano 4-4 col Belgio vinse il girone con 3 punti perché battè poi la Svizzera 2-0; per la seconda piazza restarono in lizza i padroni di casa (che batterono l’Italia 2-1 all’esordio con tanti episodi arbitrali contestati) e gli azzurri che superano il Belgio 4-1. C’era bisogno di una gara di spareggio e stavolta Ballaman, Hugi & c. vinsero nettamente senza dubbi 4-1. Per l’Italia un altro mondiale deludente e la sua crisi è irreversibile.

Ai quarti di finale gli scontri tra le vincitrici dei gironi sono davvero spettacolari e bellissimi; a Berna è una battaglia tra Ungheria e Brasile con tafferugli finali e 3 espulsi ma al termine i magiari riescono a vincere 4-2 eliminando i giallooro; bella anche la gara tra Inghilterra e Uruguay; tra coloro che hanno inventato il calcio e quelli che più rapidamente hanno capito come giocarlo efficacemente; e sono questi ultimi a spuntarla sempre con il punteggio di 4-2. La Germania Ovest è un po’ fortunata nel battere la Jugoslavia 2-0; la strada viene spianata da un autorete iniziale e da un infortunio a Vukas che costringe gli avversari a dover giocare a lungo in 10. Il quarto più spettacolare è però quello tra i padroni di casa elvetici e l’Austria; sono questi ultimi a vincere 7-5 dopo che gli svizzeri erano passati a condurre 3-0 dopo 23’. E’ ancora oggi questo il match di coppa del mondo in cui si sono segnate più reti: 12.

In semifinale altro incontro spettacolare tra Ungheria e Uruguay; dopo aspra contesa durata 120’ la spuntano gli europei 4-2 e Schiaffino & c. abdicano al titolo conquistato 4 anni prima a Rio. Nell’altra semifinale i tedeschi occidentali frantumano l’Austria con un sonoro 6-1 e dimostrano di essere anche forti; non solo fortunati e furbi (l’aver schierato molte riserve contro gli ungheresi).

La finale per il titolo è così tra Ungheria e Germania Ovest che già si erano incontrate al primo turno; stavolta Sepp Herberger, trainer dei tedeschi, schiera la formazione migliore; anche Gustav Sebes, CT avversario fa lo stesso; rientra Puskas che per infortunio non aveva giocato contro Brasile e Uruguay. La finale è pirotecnica e ricca di gol come tutto il mondiale; gli ungheresi segnano due reti in 8’ con Puskas e Czibor; i tedeschi rispondono con due segnature in altrettanti minuti; autori Morlock e Rahn. La contesa rimane a lungo sul 2-2, per l’Ungheria la partita e la porta avversaria sembrano stregate; colpiscono 3 pali ma non riescono a tornare in vantaggio. Il momento decisivo arriva allora all’84’ ed è Rahn a segnare la rete del 3-2 che dà un clamoroso verdetto alla partita e al mondiale: a conquistare il titolo contro ogni pronostico è la Germania Ovest al suo primo mondiale disputato nel dopoguerra e al primo con la dicitura ovest dopo la divisione in due. L’Ungheria perde dopo 32 partite utili invitte proprio quella che non doveva sbagliare e avrebbe dovuto consacrarla definitivamente. E’ un’altra sorpresa come quella di 4 anni prima in Brasile, ma forse anche di più; questo risultato segna la nascita vera di una nuova grande potenza calcistica; quella dei tedeschi che saranno quasi sempre protagonisti nel calcio. Ci furono anche sospetti di doping su alcuni calciatori teutonici, ma niente di provato; e comunque sull’albo d’oro della coppa rimase il nome della Germania Ovest nel 1954. E’ stata questa forse la più bella edizione della coppa del mondo di tutti i tempi; con grandi spettacoli di gioco e tantissime reti: ben 140 in 26 partite alla media di 5,39.

Capocannoniere fu l’ungherese Kocsis con 11 reti.

Questa la formazione vincente: Turek, Posipal, Kohlmeyer, Eckel, Liebrich, Mai, Rahn, Morlock, Otmar Walter, Fritz Walter, Schaefer

Altri giocatori: Kwiatowski, Laband, Bauer, Nebus, Klodt, Pfaff, Hermann

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