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La Storia dei Mondiali di Calcio: Terza edizione, Francia 1938

La 3^ edizione della coppa del mondo si giocò nel 1938 in Francia forse in omaggio a Jules Rimet, che era ancora presidente della Fifa e lo sarebbe stato fino alla morte (avvenuta nel 1956), che tanto si era battuto per questa manifestazione. Si rimaneva nel vecchio continente e venne infranta una regola non scritta secondo cui la sede doveva essere alternata: una volta in Europa e una volta in America del Sud. Proprio la scelta della Francia fu alla base della decisione da parte delle nazionali americane di disertare in massa il torneo; eccetto Brasile (che stavolta si presentò con la migliore formazione) e Cuba.

Mancava di nuovo l’Uruguay ma stavolta anche l’Argentina; e mancava di nuovo l’Inghilterra che continuava nel suo isolamento; si credeva superiore a tutti e per questo non partecipava. Erano assenze importanti ma se ne aggiunsero altre due per motivi… politici. Eravamo vicini allo scoppio della seconda guerra mondiale (che iniziò l’anno dopo nel 1939) e si avvertivano già sinistri presagi. La Spagna diede forfait perché in quel momento era in corso una sanguinosa guerra civile (tra il 1936 e il 1939) che paralizzò ogni attività sportiva; l’Austria che si era regolarmente qualificata per la fase finale non scese in campo perché non esisteva più come nazione; due mesi prima la nazione era stata fagocitata dalla Germania nazista e diventava una regione del III° Reich (per questo motivo la Svezia passò il primo turno senza giocare). Le iscritte d’altronde stavolta furono di meno che 4 anni prima; 26 anziché 29. Nelle qualificazioni ci fu di nuovo come unica sorpresa l’esclusione della Jugoslavia da parte di Norvegia e Polonia. Delle 16 ammesse alla fase finale 12 lo erano state anche nel 1934 (comprendendo anche l’Austria); le diversità erano Polonia, Norvegia, Cuba, Indie Olandesi al posto di Spagna, Argentina, Stati Uniti, Egitto; per questo motivo si poteva dire che il mondiale 1938 appariva come una rivincita di quello precedente. Le favorite parevano Italia, Cecoslovacchia, Ungheria, Brasile e Germania, molto migliorata e temibile perché poteva contare anche sui giocatori austriaci.

Al primo turno come al solito chi vince stentatamente chi largamente ma comunque per la maggior parte i valori vengono rispettati. Agevole fu il compito dell’Ungheria (6-0 a Indie Olandesi) e della  Francia (3-1 al Belgio). Molto faticata quella dell’Italia, che vide le streghe contro la Norvegia vincendo 2-1 dopo 120’ e con il portiere Olivieri migliore in campo; del Brasile che superò la Polonia in una partita esaltante e piena di reti (6-5 dopo i supplementari; i 90’ si erano conclusi 4-4) in cui ci fu un duello nel duello tra il centravanti brasiliano Leonidas (segnò 4 reti) e la mezzala polacca Willimowsky (addirittura realizzò una cinquina); della Cecoslovacchia sull’Olanda (non inganni il punteggio finale di 3-0 materializzatosi nei supplementari contro una squadra in 9; al 90’ si era ancora sullo 0-0). Ma ci furono anche due sorprese; Cuba, alla sua 1^ e unica partecipazione alla fase finale, eliminò in due partite (3-3 finì la prima; 2-1 la ripetizione) la più accreditata Romania; la Germania anche lei in 2 partite (1-1 la prima; 4-2 la seconda) uscì dalla tangente contro la Svizzera facendo un capitombolo imprevedibile; evidentemente il mix tra tedeschi e austriaci non riuscì per nulla. Per gli elvetici un risultato davvero esaltante.

Nei quarti di finale il clou è Brasile-Cecoslovacchia; la partita con molte ruvidezze (2 gravi infortuni e 3 espulsi) si conclude 1-1 e si deve rigiocare due giorni dopo; vince il Brasile 2-1 che era andato per primo in svantaggio. Dopo le paure del primo turno l’Italia con grande autorità si sbarazza della Francia padrona di casa 3-1; è questa una primizia per la coppa del mondo perché è la prima volta che la squadra organizzatrice perde e viene eliminata; finora infatti l’Uruguay aveva vinto in casa nel 1930 e stesso dicasi per l’Italia nel 1934. L’Ungheria estromette la Svizzera  con il classico 2-0; resta da parlare del facilissimo compito della Svezia che opposta a Cuba vince in maniera schiacciante per 8-0. Quasi senza colpo ferire (salta il primo turno senza giocare e poi trova la facile selezione caraibica) gli scandinavi arrivano in semifinale, ma è vera gloria?

Infatti in semifinale per forza deve incontrare una squadra forte e contro l’Ungheria subisce una sonora sconfitta per 5-1. Ben diverso l’altro incontro tra Italia e Brasile; i sudamericani sono molti presuntuosi; prenotano in anticipo l’unico aereo che porta da Marsiglia a Parigi nei giorni tra la semifinale e la finale credendosi sicuri della vittoria e inoltre non fanno giocare il centravanti Leonidas (che alla fine sarà capocannoniere con 8 reti) facendolo riposare per il successivo match. Gli azzurri giocano sapientemente le loro carte e alla fine battono i boriosi avversari 2-1 conquistando la finale contro l’Ungheria.

Anche nella gara conclusiva contro i magiari un’Italia ormai sicura di sé non ha problemi a far suo l’incontro; alla rete iniziale di Colaussi al 5’ risponde Tiktos al 7’ ma poi segnano Piola al 16’ e ancora Colaussi al 35’ e chiude il primo tempo in vantaggio 3-1; nel secondo Sarosi accorcia le distanze per l’Ungheria al 70’, ma Piola chiude definitivamente il conto all’82’: 4-2 il risultato finale. L’Italia con due doppiette dei suoi cannonieri Piola e Colaussi conquista così il 2° titolo mondiale stavolta senza ombre di dubbio perché vinto in campo neutro, con un solo oriundo (Andreolo) e con una superiorità netta. Vittorio Pozzo è l’unico Commissario Tecnico ad essere stato due volte campione del mondo.

Anche in questo caso contestare la sua grandezza è impossibile; in 10 anni ha vinto 2 coppe del mondo, 1 olimpiade (1936 a Berlino) e 2 coppe internazionali (1930 e 1935).

Questa la formazione vincente: Olivieri, Foni, Rava, Serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi.

Altri giocatori: Monzeglio, Pasinati, Ferraris II°

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