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La Storia dei Mondiali di Calcio: Prima edizione, Uruguay 1930

Mancano 18 settimane all’inizio del campionato del mondo 2010 in Sudafrica; tante quanto sono le edizioni della più importante competizione calcistica che si sono disputate fino ad ora. Per questo motivo ogni martedì fino a che non si giungerà al fischio d’inizio dell’ 11 giugno a Johannesburg una volta a settimana rivisiteremo le coppe del mondo del passato in senso cronologico. Iniziamo quindi con la prima edizione giocata nel 1930 in Uruguay.

La Coppa del Mondo di calcio venne istituita ufficialmente ad Amsterdam nel 1928 durante il congresso della FIFA tenutosi in occasione delle olimpiadi; l’idea c’era già da anni e visto il crescente interesse verso il football (i tornei calcistici delle ultime due olimpiadi, 1924 a Parigi e 1928 ad Amsterdam, avevano avuto un grosso seguito di pubblico) si arrivò in quella occasione alla decisione definitiva.

Negli ultimi anni la questione legata al dilettantismo su cui si basava il regolamento olimpico aveva creato dei sotterfugi o dei forfait e per questo si sentì l’esigenza di varare una competizione aperta a tutti, professionisti e dilettanti, dove ogni nazionale potesse schierare la squadra migliore. L’anno successivo il 18 maggio 1929 a Barcellona i delegati di tutte le federazioni affiliate alla FIFA oltre a confermare di volere una coppa iridata per nazionali, presero altre importanti decisioni; quando disputare la coppa e dove. Come anno si decise per il 1930 in modo che capitasse nel mezzo tra un olimpiade e l’altra (si sarebbe giocata ogni 4 anni come i giochi dei 5 cerchi) e come paese organizzatore venne designato l’Uruguay; scelta giusta sia da un punto di vista sportivo (i sudamericani avevano vinto le ultime 2 olimpiadi nel 1924 e 1928) che da uno civile (dovevano festeggiare i 100 anni di indipendenza). Per presentarsi adeguatamente a questo evento la nazione sudamericana costruì un grande e magnifico stadio secondo le migliori teorie architettoniche dell’epoca che venne chiamato Centenario e che fu inaugurato con l’esordio dei padroni di casa.  La persona che più si battè per questa manifestazione fu il presidente francese della FIFA Jules Rimet e per questo dopo la seconda guerra mondiale la coppa sarebbe stata intitolata proprio a lui. Il trofeo, opera dell’orafo francese Abel Lafleur, che rappresentava una vittoria alata che sorregge una grande tazza, alta 30 cm. e del peso di 1800 grammi sarebbe stato assegnato definitivamente a chi vinceva la coppa 3 volte anche non consecutive.

Questa 1^ edizione fu poco più di un esperimento; si iscrissero solo 13 nazionali e di queste solo 4 europee, cioè quelle che decisero di varcare l’oceano e di affrontare il viaggio in nave per raggiungere l’Uruguay; vale a dire Francia, Jugoslavia, Belgio e Romania. Non erano certo le migliori; mancava tutta la crema del calcio europeo; i maestri inglesi con le sue consorelle britanniche che erano fuori dalla Fifa dal 1925 (vi sarebbero rientrate solo dopo la guerra nel 1946), Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Italia, Spagna, Germania; tanto per citare le migliori. Essendo solo 13 le partecipanti si passò subito alla fase finale (secondo il regolamento se fossero state più di 16 ci sarebbe stata una fase eliminatoria). Le 13 squadre vennero divise in 4 gironi; 1 da quattro e 3 da tre. Le vincenti disputavano le semifinali e poi a seguire la finale per il titolo. In queste condizioni era ovvio che le favorite fossero le migliori sudamericane Uruguay, Argentina e Brasile dette nell’ordine secondo la considerazione che si aveva da parte degli esperti di calcio. Proprio per questo fu sorprendente l’esito del gruppo 3° che vide l’affermazione della Jugoslavia che battendo il Brasile 2-1 e poi facilmente 4-0 la debole Bolivia si rese irraggiungibile da parte dei verdeoro che potettero solo vincere 4-0 con la Bolivia venendo eliminati. Fu uno scorno sia perché per il popolo brasiliano qualsiasi risultato diverso dal 1° posto è un insuccesso, sia perché gli slavi furono l’unica europea a superare il primo turno e ad arrivare in semifinale. Molto bene invece andarono le altre due grandi sudamericane; l’Argentina, nell’unico girone a 4 squadre, fece punteggio pieno; stentò un po’ con la Francia (1-0) ma poi vinse largamente con Messico 6-3 e Cile 3-1; lo stesso dicasi per l’Uruguay; fiacco 1-0 al Perù poi netto 4-0 alla Romania. Per completare il lotto delle semifinaliste nel gruppo 4° ci fu la lieta sorpresa  degli Stati Uniti; nazione che non ha mai dato molta importanza al calcio, ma la sua performance (3-0 al Belgio e al Paraguay) si spiega anche col fatto che aveva ben 8 giocatori scozzesi naturalizzati nelle sue file. Le 2 semifinali finirono con il medesimo punteggio tennistico di 6-1; nette e indiscutibili le due affermazioni dei padroni di casa sulla Jugoslavia e dei rioplatensi sugli Usa.

La finale, ovvia e scontata, era tra Uruguay e Argentina; è questa l’unica partita davvero di grandissimo livello di questa 1^ coppa del mondo; due compagini che sarebbero state protagoniste  anche se avessero partecipato tutte le migliori; d’altronde si erano già affrontate nella finale olimpica di 2 anni prima ad Amsterdam cioè in Europa e avevano prevalso i primi 2-1 nella ripetizione (la prima gara era terminata 1-1 dopo i supplementari). Stavolta si gioca in casa loro a Montevideo. Sono i padroni di casa a passare per primi in vantaggio con Dorado; poi però gli argentini recuperano andando a segno con Peucelle e con il cannoniere Stabile (alla fine risulterà vincitore della classifica marcatori con 8 reti), rimontano e chiudono il primo tempo in vantaggio 2-1. Nella ripresa però la celeste torna in campo con una grinta e una determinazione che annichilisce i rivali; segnano Cea, Iriarte e conclude Castro che realizza di testa. L’Uruguay a sua volta rimonta ampiamente il punteggio e vince 4-2 laureandosi meritatamente campione del mondo. La vittoria iridata chiude un periodo magnifico, che va dal 1916 al 1930, in cui è difficile contestare la sua leadership mondiale; in 14 anni ha vinto 6 campionati sudamericani, 2 titoli olimpici e 1 coppa del mondo. Da citare anche il commissario tecnico vincente: Alberto Suppici.

Questa la formazione vincente: Ballestreros, Nasazzi, Mascheroni, Andrade, Fernandez, Gestido, Dorado, Scarone, Castro, Cea, Iriarte.

Altri giocatori: Tejera, Petrone, Anselmo, Urdinaram.

  1. PORTANOVA VINCENZO
    12 febbraio 2010 alle 15:00

    COMPLIMENTI UN OTTIMO INIZIO

  1. 9 febbraio 2010 alle 19:44

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