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Formula 1 Story, Capitolo 4: Stagione 1997

Quarta puntata per il Formula 1 Story con la Stagione 1997. Nell’annata in questione, come già anticipatovi nel precedente articolo, va in scena il primo (e unico) atto della sfida Villeneuve-Schumacher con i tifosi Ferrari spaccati tra il figlio del loro idolo di sempre Gilles e il kaiser tedesco pronto alla ribalta dopo un 1996 in sordina.

Dopo un mondiale vinto da Damon Hill con Villeneuve e Schumacher a recitare la parte dei comprimari, il pilota inglese raggiunto finalmente il suo traguardo, decide di lasciare la Williams per accasarsi alla Arrows. La scelta sarà per lui molto felice dal punto di vista economico ma tremendamente infelice dal punto di vista dei risultati, con una stagione a dir poco disastrosa salvato dall’unico fortunoso (ma neanche troppo visto che stava quasi per vincere) secondo posto in Ungheria.

Ma andiamo al dunque con il duello tra il canadese e il tedesco che comincia fin dalla prima gara: a Melbourne, la Williams si presenta subito come la vettura più veloce con le due monoposto inglesi subito in prima fila. La gara andrà però diversamente con Irvine che speronando Villeneuve distrugge i sogni di vittoria della scuderia di Grove, regalando un insperato successo alla McLaren Mercedes di David Coulthard, finalmente degna terza forza del mondiale anche se non ancora pronta a lottare per il titolo iridato. Solo un secondo posto invece per Michael Schumacher che comunque porta a casa 6 punti a differenza del rivale canadese che rimane a bocca asciutta.

Dopo l’Australia però, Villeneuve trova subito il modo di rifarsi alla grande con le 2 vittorie consecutive che porta a casa in Brasile ed in Argentina, gare sfortunate per Schumacher che ad Interlagos guadagna solo 2 punti con una Ferrari non all’altezza ed a Buenos Aires è costretto al ritiro dopo un contatto in partenza con la Stewart di Barrichello. Dopo 3 Gp quindi Villeneuve prende le redini del campionato mondiale con 20 punti contro gli 8 di Schumacher che si ritrova dietro anche al duo Mclaren Coulthard-Hakkinen.

Siamo ormai a fine aprile e si arriva finalmente in Europa dove finalmente è Schumacher a tornare a dettar legge. Ad Imola infatti, nonostante sia Frentzen a vincere la sua prima gara in carriera con la seconda Williams, Villeneuve si ritira a causa di problemi al cambio e Schumacher centra la seconda posizione recuperando sei preziosissimi punti. Infine, il trionfo al Gp di Montecarlo dove guadagna 10 punti tondi con una magistrale vittoria in solitaria in una folle gara bagnata con solo 10 piloti all’arrivo, portandosi cosi in testa alla classifica iridata con 24 punti contro i 20 di Villeneuve che finora ha finito solo 2 gare su 5, vincendole entrambe.

In Spagna è invece Villeneuve a tornare alla vittoria in Spagna con Schumacher che, ancora una volta, alle prese con una Ferrari inferiore, riesce comunque a limitare i danni con un ottimo quarto posto. Ancora una volta non riuscirà invece a limitare i danni Jacques Villeneuve che davanti ai suoi tifosi a Montreal, va a stamparsi sul “muro dei campioni” alla fine del secondo giro, ponendo fine alla sua gara e regalando altri 10 punti a Schumacher.

Il tedesco ne andrà poi a prendere altri 10 in Francia, dove la Ferrari si ritrova inaspettatamente più veloce della Williams, con Villeneuve soltanto quarto dietro anche a Frentzen ed Irvine. Dopo 7 gare Schumacher punti 47, Villeneuve punti 33, con il tedesco della Ferrari che prova la fuga e continua a crederci.

Campionato strano senza molti duelli diretti tra i due contendenti bensì con sfide a distanza in quanto sia Schumacher che Villeneuve faticano a trovare una certa continuità: andando avanti nella stagione infatti, alla vittoria di Villeneuve in Gran Bretagna corrisponde il ritiro di Schumacher; viceversa al secondo posto di Michael in Germania (gara vinta da Berger su Benetton) corrisponde il ritiro di Jacques.

Si arriva dunque al folle Gran Premio di Ungheria nominato ad inizio articolo: Schumacher, dopo aver agguantato la pole con un telaio nuovo, sbatte nel corso del warm-up ed è costretto a partire con il muletto dotato della vecchia versione dello chassis. Nonostante ciò, vola in testa nei primi giri e viene seguito da Hill, con una Arrows incredibilmente competitiva sull’asfalto ungehrese, grazie soprattutto agli pneumatici Bridgestone. Al decimo giro, Schumi comincia a soffrire di un vertiginoso calo di prestazioni delle sue gomme Goodyear, già finite dopo meno di metà stint (il suo pit stop era previsto intorno al 25esimo giro), e viene perciò infilato da Hill che sfruttando l’effetto “tappo” di Schumacher se ne va in solitaria. Il colpo di scena avviene però alla fine del penultimo giro: Damon Hill soffre un guasto alla trasmissione e rimane bloccato in terza: l’inglese cerca in tutti i modi di difendere la sua posizione nell’ultimo giro, ma viene infilato, finendo addirittura fuori pista, da Villeneuve che porta quindi a casa i 10 punti contro i solo 2 del quinto posto di Schumacher.

Il ferrarista trova però subito il modo di rifarsi a Spa, in Belgio, sul suo terreno più congeniale: il bagnato. Non ce n’è proprio per nessuno sotto l’acqua con Schumacher che partito terzo, si toglie subito di torno Villeneuve ed Alesi e va a vincere in scioltezza, con il rivale canadese che prende soltanto due punti. A Monza invece, crisi per entrambi i contendenti al titolo che non vanno oltre un quinto (Jacques) ed un sesto (Michael) posto, con la gara che viene vinta (come a Melbourne) da Coulthard.

Sesto posto che Michael va a bissare anche in Austria, dove è invece Villeneuve a trionfare grazie ai ritiri di Hakkinen e Trulli, entrambi per problemi al motore, e grazie alla mancata competitività della Ferrari, che vede frenata la rimonta di Schumi da uno stop&go per un sorpasso in regime di bandiere gialle. A 3 gare dalla fine, Schumacher guida la classifica con 68 punti contro i 67 di Villeneuve.

Al Nurburgring però, per la Ferrari succede il peggio. Al via, le due Jordan Peugeot di Ralf Schumacher e Fisichella si toccano, carambolando addosso alla Rossa di Schumacher che dopo soli 2 giri deve ritirarsi per un problema alle sospensioni. Inoltre, le due McLaren che erano al comando, soffrono entrambe di problemi di affidabilità, andando a regalare a Villeneuve la settima vittoria stagionale.

Si va dunque a Suzuka con Schumacher che ristabilisce la precedente situazione di classifica: è infatti Schumacher a vincere con Villeneuve che non va oltre il quinto posto, che gli viene comunque privato con una squalifica da imputare ad un suo sorpasso in regime di bandiere gialle avvenuto il giallo (la squalifica fu comminata in quanto Villeneuve venne considerato recidivo). Il mondiale si giocherà dunque all’ultima gara, a Jerez de la Frontera, dove Schumacher dovrà difendere quell’unico punto di vantaggio su Villeneuve: chi arriverà davanti al suo rivale sarà campione del mondo.

In Spagna, per il Gran Premio d’Europa, è il caos a regnare nella sessione di qualifiche: fu infatti l’unico caso nella storia della Formula 1 nel quale tre piloti segnarono lo stesso identico tempo, partendo quindi nell’ordine con il quale quei giri furono eseguiti, ovvero Villeneuve-Schumacher-Frentzen. La domenica però Jacques parte malissimo facendo slittare troppo le gomme e venendo sopravanzato dai due diretti inseguitori con Frentzen che però gli lascia strada in quanto non in lotta per il titolo e suo compagno di squadra.

Dopo i due pit stop però, come avvenuto nel 94 ad Adelaide contro Hill, Schumacher si ritrova più lento del rivale e crolla inesorabilmente sotto i colpi dell’avversario. Al 47esimo giro, Villeneuve tenta l’attacco decisivo sul tedesco della Ferrari il quale, spiazzato dalla violenza di tale staccata, non trova miglior soluzione che speronare Villeneuve, sperando nel ritiro di entrambi per vincere il mondiale “a tavolino” essendo di un punto in testa in classifica. Proprio come 3 anni prima.

Ma il finale non sarà altrettanto felice per il ferrarista: Schumacher va infatti ad insabbiarsi, mentre Villeneuve quasi non sente il colpo, essendo stato preso sulla pancia laterale sinistra e non avendo quindi intaccato le sospensioni. Jacques rimane quindi senza Schumi in pista e può perfino concedersi il lusso di far passare le due McLaren che vanno a prendersi una storica doppietta, con la prima vittoria in carriera di Mika Hakkinen.

Con il terzo posto in gara, Jacques Villeneuve, al suo secondo anno in Formula 1, si laurea campione del mondo 1997, con la sua Williams Renault campione del mondo costruttori. In quanto a Schumacher, la manovra di Jerez, reputata scorretta dalla FIA, gli varrà l’estromissione dalla classifica finale, che vede quindi vincitore Villeneuve davanti a Frentzen e Coulthard.

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