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L’equivoco Totti

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Anche quest’anno la Roma ha iniziato male il campionato con 2 sconfitte in 2 partite e quindi desolatamente ultima in classifica; è riuscita a fare peggio dell’anno scorso quando dopo 2 gare aveva solo 1 punto. A mio avviso questa situazione di precarietà che si trascina da un anno e mezzo circa è destinata a durare a lungo se non si pone fine ad un equivoco che ha due matrici ben distinte; lo schema di gioco e Totti.

Il fresco allontanamento di Spalletti dalla guida dei giallorossi anche se è stato l’interessato a dare le dimissioni per lo scarso rendimento della squadra, è la logica conseguenza di un allenatore che, rimasto prigioniero di uno schema che gli ha dato buone soddisfazioni (2 secondi posti con scudetto sfiorato a mezzora dalla fine del campionato, 2 coppe Italia e 1 super-coppa italiana), non ha saputo trovare il coraggio di cambiarlo una volta che gli interpreti non erano più gli stessi. Ha denotato una monotonia e una mancanza di elasticità che rovina la considerazione più che positiva che si aveva di lui fino a 16 mesi perché faceva svolgere un gioco davvero spettacolare e piacevole.

Nella crisi giallorossa ci sono indubbiamente problemi difensivi (61 reti subite lo scorso torneo e 6 in appena due partite in quello in corso) e societari (ha un grande deficit e non può comprare giocatori), ma da un punto di vista tecnico si trascina anche un equivoco legato alla presenza del Pupone. Nella prima stagione di Spalletti alla guida della società capitolina le prime 16 giornate erano state molto deludenti; poi in una situazione di emergenza con Cassano in rotta con la società (che a gennaio sarebbe andato al Real Madrid) e Montella infortunato decideva di schierare Totti a centravanti come unica punta e Taddei e Mancini alle estreme; tutta la squadra faceva un grande movimento con inserimenti continui da dietro dei centrocampisti (De Rossi, Perrotta, Aquilani) e dei difensori per cui non dava punti di riferimento agli avversari; infatti lo stesso Totti, pur gradendo la nuova posizione perché a 30 anni doveva faticare di meno che non facendo il rifinitore per le punte, svariava su tutto il fronte.

La Roma si riprendeva e inanellava le famose 11 vittorie consecutive, ma bisognava capire fin da allora che per andare bene gli interpreti dovevano essere sempre gli stessi; bastava che mancava una rotella nell’ingranaggio e tutto diventava più difficile; in 10 delle 11 partite vittoriose era presente Totti che poi contro l’Empoli si infortunava gravemente tanto da far temere di non poter partecipare ai mondiali; e senza di lui la Roma tornava a balbettare; nelle ultime 11 partite ne vinceva solo 3 (contro le 3 retrocedenti Messina, Lecce e Treviso); poi 6 pareggi e 2 sconfitte. Finiva 5^ cioè fuori dalla Champions League perlomeno sul campo (poi tramutato in un 2° posto dopo le sentenze di calciopoli). Poi seguirono due stagioni senza dubbio positive ma in cui comunque gli uomini erano sempre quelli e lo schema sempre uguale. Ogni inserimento di punte autentiche (Montella prima e dopo, Vucinic, Tavano, Esposito) falliva miseramente perché si trovava come un pesce fuor d’acqua o costretto a giocare in un ruolo non suo come il montenegrino.

Poi nell’estate 2008 viene ceduto Mancini all’Inter e frattanto Totti subisce altri acciacchi e infortuni e anche gli anni passano (sono 32) per cui non sempre è presente e quando gioca non è al meglio; ci sarebbe voluto un cambiamento di gioco ma Spalletti non se ne da conto; dovrebbe tornare o ad un 4-4-2 classico con Totti dietro due punte (ma il ragazzo di porta Metronia non ne vuol saper visti gli anni e gli acciacchi) o addirittura dire al Pupone di farsi da parte; ma che scherziamo!!!! A Roma Totti non si tocca; non è come Del Piero nella Juventus, altro giocatore bandiera, che pur amato dal popolo bianconero, ha fatto tanta panchina nel corso degli ultimi 5 anni ed ha solo 2 anni più del romanista. Il popolo giallorosso lo venera, lo difende, ne asseconda tutti i voleri e così pure la società che nell’estate 2009 gli fa rinnovare il contratto per altri 5 anni fino al 2014; che futuro può avere una Roma che pensa ad un Totti ancora al suo posto a 38 anni?

Ecco quindi l’equivoco di cui parlavo all’inizio che si trascina da 2 anni senza giungere alla soluzione più logica. Come conseguenza prima un’annata bruttissima (2008-2009) con 6° posto finale ed esclusione dalla Champions e un inizio di quella presente molto deludente che ha già richiesto la prima testa; quella dell’allenatore.

  1. leale
    2 settembre 2009 alle 12:48

    boiateeee!!!!!!!!!! x sempre capitanoooo!!!!!!!! un grazie a fiorella

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